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Pubblicato sul numero di agosto 2008
Perché i giovani prediligono il
bar?
Siamo un gruppo di ragazzi
adolescenti che ci stiamo chiedendo come mai in un paese come
Livigno, che dispone di numerose strutture adibite al ritrovo
dei giovani (oratorio, casa in via Ràsia...), sia proprio il bar
il luogo più "gettonato" per scambiarsi le proprie idee.
Sentiamo ripetutamente parlare i nostri genitori di Don Renato e
di come sia stato capace di gestire i giovani, a quei tempi
senza grandi strutture, ma con un grande spirito di iniziativa e
soprattutto con la volontà di creare indispensabili momenti di
aggregazione per portare avanti con semplicità dei sani valori.
Ci siamo guardati in faccia rendendoci conto che negli ultimi
anni purtroppo la situazione è peggiorata.
Ma alla fine cosa vogliamo?
Forse nessuno di noi sa dare una risposta.
Sicuramente abbiamo bisogno di VERI animatori che sappiano
guidarci nel difficile cammino che stiamo percorrendo.
Ma perché molti giovani che hanno vissuto dei bei momenti non
sempre riescono a trasmettere quello che hanno imparato?
Magari perché non sono abbastanza stimolati. Ma da chi deve
provenire questo stimolo???
I responsabili che dovrebbero garantirci una crescita educativa
stanno facendo il loro dovere o si limitano al minimo
indispensabile?
Sono al corrente delle nostre vere esigenze? Ci hanno ancora
interpellati?
Noooooo....
In questo ultimo periodo si è parlato molto dei campeggi estivi:
per esperienza possiamo dire che per noi era molto importante in
quanto ci permetteva di ritrovarci e di confrontarci imparando a
crescere ma, soprattutto ci sentivamo parte di un gruppo.
Abbiamo sentito dire che persone che si facevano in quattro per
organizzare sabati alternativi ai Baitèl, meetings con altri
paesi, incontri in oratorio, recital, slittate ed altre
situazioni di incontro, sono state accusate di non aver fatto
niente per noi. Perché?
E' forse meglio girovagare senza meta nei nostri numerosi bar a
bere???
Abbiamo inoltre notato che si tende sempre di più a parlare dei
giovani di Livigno ed a distinguerli in due gruppi ben precisi:
i buoni da una parte e i cattivi dall'altra, ma il problema non
è solo questo senso di ipocrisia da parte di tutti ma bensì
vedere e notare quanto si cerca di più di aiutare i buoni e
mettere da parte i così detti cattivi....
Ma perché???
Non dovrebbe essere il contrario???
Ma non credete che il futuro di noi giovani sia dettato dalla
decisione di poche persone.
Come è possibile inoltre pensare che queste persone hanno fatto
e fanno ben poco all'interno della nostra comunità?
Per di più senza invitare quelle poche persone "tutto fare",
mettendo da parte l'orgoglio cercando di ascoltare di più quelle
che sono le nostre esigenze.
Vorremmo concludere questa lettera provocatoria che non è
destinata ad offendere nessuno ma bensì a stimolare tutti a fare
qualche cosa....
Gli scontenti Ragazzi del Bar
* * *
Pubblicato sul
numero di agosto 2008
Grazie Prof. Clemente
Un grande Prof
ha lasciato Livigno
e crediamo anche con
un velo di tristezza
che fa male al cuore.
Vedere i suoi piccoli campioni
ormai adulti, sportivi agonisti, operai
laureati o papà di famiglia
e il tempo ha lasciato
nel cuore dei ragazzi
gratitudine e forza.
Ci chiediamo se forse
due parole e un abbraccio
costano fatica dopo tanti anni
donati con il cuore
per il futuro dei nostri ragazzi.
Eppure con freddezza
chi non sapeva o voleva
chi semplicemente ha evitato
hanno dimostrato che tutto è d'obbligo.
Eppure i
ragazzi stessi
con l'animo pieno di emozione
avrebbero voluto con tutto il loro
ardore e semplicità
dire, fare o progettare
qualcosa di semplicemente naturale.
Forse non
tutti sono uguali
gli anni passano, volano
e tutto ci passa davanti
uguale ciò che esso sia.
Quanta tristezza pensare
tutto ci è dovuto.
Noi ci
sentiamo di dire
ancora un grazie di cuore
cari Clemente e Raffaella
per tutto il vostro
operato serio e
importante.
Ci
mancherete!
(seguono 23 firme)
* * *
Pubblicato sul numero di luglio 2008
Realizzata
una scultura a riocordo di Don Adriano
A poco più di un
anno dalla scomparsa di Don Adriano, i genitori
insieme ai bambini e alle insegnanti della Scuola
d'Infanzia di Trepalle hanno voluto ricordare la sua
figura attraverso un gesto semplice ma molto
sentito.
E' nata così l'idea di pitturare, insieme a tutti i
bambini, dei piccoli sassi sui quali sono stati poi
disegnati tanti piccoli occhi, rivolti verso il
cielo.
Gli occhi, in questo senso, simboleggiano uno
sguardo che, durante l'anno trascorso, non è mai
mancato né da parte dei bambini9 che,
quotidianamente, rivolgevano le loro preghiere al
Don, né da parte dei genitori che hanno collaborato
e sostenuto la Scuola dell'Infanzia nelle sue
attività e proposte.
I sassi così rappresentati sono stati poi inseriti
in un tronco d'albero, scelto insieme a un artigiano
di Trepalle, per ricavare una vera e propria
scultura d'arte, creata all'altezza dei bambini per
dare la possibilità ad ognuno di entrare in
contatto.
A questo tronco è stata, infine, aggiunta una
tavoletta di legno con inciso il pensiero che Don
Adriano ha lasciato alle insegnanti prima di morire.
Il 4 giugno i bambini con i loro genitori e le loro
insegnanti si sono così riuniti davanti
all'asilo e insieme alla Suora hanno posato la
scultura in onore di Don Adriano e hanno innalzato
la loro preghiera di ricordo e di ringraziamento per
tutto ciò che ha donato e insegnato.
A breve verrà stampato anche un libricino che
raccoglie le varie testimonianze all'interno della
Scuola dell'Infanzia, per documentare, raccogliere
le tante tracce lasciate da Don Adriano all'interno
della scuola e alcuni momenti vissuti dopo la sua
morte, quando, in primis, i bambini hanno espresso
in vari modi il loro vissuto.
I genitori
* * *
Pubblicato sul numero di giugno 2008
A
proposito di indennità ai terreni privati....
Spett.le
Associazione Ski Pass Livigno
e p. c. al Sindaco di Livigno
Direzione Al Restèl nòf
Oggetto:
Proposta di revisione indennità di servitù di pista
per terreni privati
Io, sottoscritto Peri savio, sono venuto in
possesso di documenti che riguardano la costituzione
di una Commissione Piste composta da Flavio Claoti,
rappresentante nominato dal Comune, Valentino galli,
rappresentante degli impianti di risalita, Giorgio
Silvestri, in rappresentanza dei proprietari dei
terreni, Commissione che nella riunione del
24.04.1992 ha determinato l'indennità per servitù di
passaggio piste su terreni privati quantificandola,
per la stagione 1990/1991, in lire 200 al mq. per il
diritto di servitù e lire 100 al mq. a titolo di
rimborso delle spese conseguenti la pulizia e la
sistemazione dei terreni interessati alla servitù,
importi da adeguare all'indice ISTAT del mese di
settembre di ogni anno.
Ora, a parte il fatto che la Commissione esiste solo
sulla carta e non è più stata chiamata a deliberare,
chiedo se è equo assegnare ai proprietari dei
terreni interessati alla servitù di passaggio l'aver
anno per anno aumentata l'indennità in base ai dati
ISTAT, quando invece l'aumento per le tessere
vendute per la maggiore da parte dell'Associazione
Ski pass risulta ben superiore all'indice ISTAT.
E' vero che gli impiantisti hanno investito molto
dal punto di vista economico sia per adeguare e
modernizzare gli impianti di risalita che per
dotarli di impianto di innevamento artificiale. E'
però evidente a tutti come di conseguenza sono
aumentati, oltre che le tariffe delle tessere,
specialmente il numero dei passaggi orari,
giornalieri e stagionali sugli stessi impianti, come
pure sono variati in aumento gli importi assegnati
per ogni passaggio in base alla tipologia del nuovo
impianto in sostituzione di quello precedente.
Non a caso risulta che gli incassi degli impianti di
risalita dal 1991 al 2007 sono incrementati di ben
oltre il 150%, quindi molto più dell'incremento
Istat assegnato ai proprietari di terreno che, tra
l'altro, con la neve artificiale, assistono al
depauperamento dei propri fondi.
Confidando in una revisione dell'indennità di
servitù di pista per i terreni privati, e nella
ricostituzione di una commissione ad hoc per
discutere di questa questione, presenti
rappresentanti effettivi di fondi che però non siano
anche proprietari o gestori di impianti di risalita,
invio cordiali saluti.
Peri Savio
* * *
Pubblicato sul
numero di febbraio 2008
Spett.le
Al Restèl nòf
Scrivo al giornale per mettere a conoscenza i
livignaschi di quello che mi è accaduto di recente.
Con la mia macchina, un pick up vuoto, il
23.12.2007 mi sono recato a Zernez. Una volta giunto
all'incasso, ho detto al personale di servizio che
ero residente a Livigno. Il personale mi ha chiesto
11 euro per il passaggio nel tunnel.
Io ho protestato, facendo presente che, per tutti i
residenti di Livigno, non è previsto il pagamento
del pedaggio dal 1° dicembre 2007, come scritto
proprio sul Restèl del mese di novembre 2007.
Il personale addetto mi ha fatto presente che,
per gli autocarri anche di Livigno, è previsto il
pagamento del pedaggio. Non convinto del tutto, ho
pagato. E così al ritorno.
Mi sembra un'ingiustizia, perché prima del dicembre
2006, anche a bordo di vetture-autocarro, non ho mai
pagato proprio perché residente a Livigno.
A voi sembra giusto che noi residenti, anche chi
ha un pick up o una jeep registrata come autocarro,
si debba pagare?
Grazie per l'attenzione.
Lettera firmata
* * *
Pubblicato sul
numero di novembre 2007
Grazie all’intervento del Restèl nòf. Per i passaggi al
tunnel Munt la Schera per i livignaschi si
torna come prima del dicembre 2006
Dopo aver pubblicato la lettera di Achille Castellani
indirizzata all’E.K.W. riguardante il fatto che i livignaschi,
dal dicembre 2006, in determinati casi sono costretti a pagare
il pedaggio anche trovandosi alla guida delle proprie auto
private, come direzione del Restèl abbiamo chiesto, ed
ottenuto, di incontrare i vertici della società idroelettrica.
Abbiamo intervistato a lungo il Direttore dell’E.K.W., ottenendo
inoltre che, dal 1° dicembre 2007, si torna come a prima del
dicembre 2006: tutti i livignaschi alla guida di un auto privata
potranno transitare gratuitamente nel tunnel Munt la Schera.
Questo il testo dell’intervista riguardante la cancellazione del
pedaggio per i residenti di Livigno come stabilito nel dicembre
2006.
Per il resto della lunga intervista che tocca diversi ambiti e
temi riguardanti il tunnel vi rimandiamo ai prossimi numeri del
giornale.
Restèl: Come mai l’E.K.W. riguardo il tunnel “Munt la
Schera” è passata dalle tariffe a persona al pedaggio per
macchina, aumentando nel contempo il costo del transito?
E.K.W.: “ Il motivo principale di questo cambiamento è
che abbiamo voluto aumentare le tariffe per far fronte agli
investimenti fatti per adeguare il tunnel alle norme di
sicurezza.
Quindi abbiamo deciso di far pagare una tariffa per ogni
automezzo e non più una quota per persona per evitare
incolonnamenti al casello del pedaggio”.
Restèl: Riguardo le tariffe differenti per i residenti di
Livigno, come mai non sono state praticate le tariffe come
prima, nel senso che tutti i residenti di Livigno alla guida di
un auto privata hanno diritto a transitare gratis nel tunnel?
E.K.W.: “Abbiamo ritenuto giusto chiarire una volta per
tutte chi aveva diritto al passaggio gratuito nel tunnel, visto
che il “Patto di Lugano” stipulato tra E.K.W. e Comune di
Livigno prevedeva il dirittodi transito gratuito ai soli
“naturali” di Livigno.
Abbiamo pertanto incaricato un legale per avere una
interpretazione giuridica del termine “naturale”.
Non avendo avuti chiarimenti precisi in giurisprudenza sul
significato della parola, abbiamo deciso di concedere il diritto
a tutti i residenti domiciliati a Livigno, a patto che guidi una
macchina privata, non un mezzo pubblico come taxi o pullman o
camion adibito a trasporto merce per commercio.
Abbiamo inoltre stabilito che, se su una vettura privata guidata
da un abitante di Livigno erano presenti più del 50% di persone
non residenti a Livigno, si faceva pagare la tariffa intera”.
Restèl: Ma alcuni abitanti di Livigno si sono lamentati per
questa scelta: perché così facendo deve pagare anche chi ha
diritto di transitare gratuitamente…
E.K.W.: “La decisione è stata presa per rendere più
semplice il lavoro ai nostri dipendenti dell’incasso e per non
creare code, senza pensare alle conseguenze della nostra scelta.
E poi, ufficialmente non abbiamo registrato tanti reclami da
parte della gente di Livigno. Pagavano e basta”.
Restèl: Achille Castellani vi ha scritto una lettera
lamentandosi della vostra scelta. E l’ha inviata sia al Comune
per conoscenza che al nostro giornale.
Come risponde l’E.K.W. a questa lettera?
E.K.W.: “Abbiamo incontrato più volte il signor Achille
in seguito alla pubblicazione sul vostro giornale della sua
lettera.
Siamo andati a rivedere le carte riguardanti la questione dei
transiti gratuiti nel tunnel, decidendo di rivedere la nostra
posizione riguardo le ultime tariffe stabilite per i residenti
di Livigno.
Effettivamente la questione non era stata ponderata molto bene
da parte nostra, visto che ci ha creato diversi problemi anche
di ordine pratico, nel senso che gli addetti all’incasso
dovevano farsi dare i documenti per verificare quanti
effettivamente erano i residenti di Livigno su un automezzo,
perdendo tempo e creando code”.
Restèl: La vostra scelta quindi non è stata fatta per incassare
più soldi?
E.K.W.: “No. Anche perché, effettivamente, non abbiamo
incassato più soldi con questo sistema.
Abbiamo sbagliato e abbiamo deciso che, quando variano gli
orari di transito, dal 1° dicembre 2007, per gli abitanti di
Livigno si torna come prima del dicembre 2006: tutti gli
abitanti residenti e domiciliati a Livigno che viaggiano sulle
auto private potranno transitare gratuitamente nel tunnel.
Possiamo farlo solo dal 1°dicembre perché dobbiamo registrare e
correggere in questo senso tutti i macchinari che si trovano
all’incasso”.
Restèl: Qualche rappresentante del Comune, dopo che avete
cambiato le tariffe in senso peggiorativo anche per i residenti
a Livigno, ha chiesto degli incontri con l’E.K.W. per discutere
la questione? Ha reclamato?
E.K.W.: “Reclami scritti, diciamo ufficiali, non ne
abbiamo ricevuti: né dal Comune e né da altri Enti.
Noi ci incontriamo tutti gli anni in primavera con le vostre
Autorità e anche il vostro Comune, per vedere come è trascorso
l’anno . E lì in quella occasione qualcuno del Comune si è
lamentato.
Ma non è stato fatto nessun atto, nessun passo ufficiale, per
discutere di questa questione.
E vorrei ricordare che il tunnel è privato dell’E.K.W.”.
Restèl:
Ci assicurate ufficialmente quindi che tutto torna come prima
del dicembre 2006 per i livignaschi?
E.K.W.: “Sicuramente sì.
Regoleremo con i tecnici le macchine per renderle operative
entro il 1° dicembre”.
* * *
Pubblicato sul numero di settembre 2007
A proposito del pedaggio al tunnel "Munt la
Shera"...
Al Consiglio di Amministrazione della Engadiner
Kraft Werke Zernez
e p. c.:
Amministrazione Comune di Livigno
Al Restèl nòf
Oggetto: mutazione al transito Munt la Schera
Egregi Signori,
La circolare del tardo autunno 2006, che comunica la
modifica al tariffario inerente al tunnel in parola,
è causa di malcontento da parte degli utenti,
personalmente segnalato in sede E.K.W. in data
12.01.2007, incontro con il Direttore Sig. Peter
Molinari, e il suo vice Sig. Roland Andri, i
beneficiari sono persuasi che l'E.K.W. abbia
travisato in modo unilaterale il contenuto dello
(Schema del 18.09.1963, e ripetuto in modo
definitivo alla ratifica della compravendita del
13.07.1967) che canta: ... UNA VOLTA ULTIMATE LE
OPERE DI COSTRUZIONE DEL SERBATOIO, OVE LA GALLERIA
E LA STRADA NON LI TRASFERISCA AL CANTON GRIGIONI,
LA E.K.W. PERMETTERA' IL LIBERO TRANSITO GRATUITO AI
SOLI NATURALI DI LIVIGNO...
La delusione per il ridimensionamento del
valore concordato è ancora maggiore considerando che
l'infelice decisione della E.K.W. ha offeso in modo
pesante la popolazione di Livigno, e la generazione
dello scrivente in modo particolare che hanno
vissuto il percorso conseguente all'invaso della
bassa valle, che ha sommerso molto dei loro averi,
prati, case, casolari, ma che alla fine con grande
sofferenza, ceduto anche in virtù delle rassicuranti
garanzie ottenute, specialmente la clausola N. 7
dello Schema, vedere sopra, ora parzialmente ridotto
in modo sgradevole, e ingiusto, dalla E.K.W. stessa,
che in determinati casi costringe anche l'avente
diritto a pagare per intero il pedaggio, es. 1, 2,
3, etc..
Rispettando la sovranità della E.K.W.
sull'invaso, infrastrutture, e quant'altro tunnel
compreso, e assicurando di non essere strumento di
nessun colore politico, ma di avere concepito la
presente perché direttamente coinvolto in modo
fastidioso avendo seguito da vicino, molte volte
testimone oculare per vicende maturate, necessarie
per la realizzazione delle opere riguardanti il
bacino dello Spoel.
A buon fine sono fiducioso che la E.K.W.
riveda la ferita causata, e rimedia concedendo
sempre, e comunque il transito gratuito ai cittadini
di Livigno in modo incondizionato come del resto
praticato da oltre 35 anni.
Ringraziando della Vostra ospitalità,
Cordialmente
(Achille Castellani)
* * *
Pubblicato sul numero di luglio 2007
Si party no alcol”, in aprile tante iniziative
a Livigno
Una campagna d’informazione sui rischi ed i
problemi legati al consumo di bevande alcoliche.
“Si party, no alcol” è lo slogan che,
in occasione del mese di Prevenzione Nazionale dei
rischi e problemi legati al consumo di alcol, ha
riunito diverse iniziative promosse, a Livigno,
dall’Istituto Comprensivo di Scuola Primaria e
Secondaria di primo grado, con la collaborazione
dell’Associazione Club Alcolisti in trattamento,
ACAT, e la Polizia Locale.
L’istituto Comprensivo di Livigno ha
fatto proprio il concetto che . “educare” significa
prima di tutto indurre comportamenti corretti, per
cui l'insegnamento delle discipline deve perseguire
non solo lo scopo di far acquisire agli studenti gli
strumenti, i concetti, i metodi, i contenuti
relativi al proprio campo disciplinare, ma di
promuovere anche la capacità di fare buon uso delle
conoscenze e abilità e di maturare comportamenti
corretti e responsabili in varie situazioni di vita.
L’educazione alla salute, intesa più propriamente come
“educazione promozionale alla salute”, rappresenta
un aspetto essenziale del processo formativo
globale, volto a promuovere nell’alunno la capacità
di partecipare in modo costruttivo alla vita della
collettività e a stimolare quel senso di
responsabilità necessario a salvaguardare sia la
salute propria che quella collettiva.
L’alcol è uno dei più pericolosi fattori di rischio
per la salute dell’uomo e rappresenta, insieme al
fumo, una delle principali cause di mortalità e
morbilità. Il danno causato dall’alcol, oltre che al
bevitore, si estende alle famiglie e alla
collettività, gravando sull’intera società.
E’ per queste ragioni che l’Istituto Comprensivo
ha voluto mettersi al centro
di una iniziativa di prevenzione e
sensibilizzazione rivolto all’intera comunità
locale, coinvolgendo i giovani e tutti gli adulti
che con loro intrattengono relazioni significative.
Le attività, coordinate dalla Prof.ssa Sosio
Michela, hanno visto impegnati
gli
alunni delle classi seconde e terze della Scuola
secondaria, i loro docenti e i loro genitori.
Le iniziative adottate del mese di
prevenzione alcologica, interamente sostenute dalla
scuola con i fondi della vincita del concorso “Per
non berti la vita” voluto dalla Prefettura di
Sondrio, nell’anno scolastico 2005-2006, sono state
numerose: corsi di sensibilizzazione per docenti e
per le famiglie degli alunni tenuti dagli esperti
ACAT Francesco Marini e Angelo Tedioli, lezioni agli
alunni con gli insegnanti sensibilizzati, incontri
degli alunni con la psicologa Simona Fattorini,
visione del film “Amarsi”, incontro con il
comandante Cristoforo Franzini e gli agenti della
polizia locale e test con l'etilometro.
Tutte le attività, tese a promuovere uno stile di
vita salutare, hanno ribadito l’esistenza di legami
evidenti tra consumo di alcol e la violenza, i
comportamenti sessuali a rischio, gli incidenti
stradali, gli infortuni sul lavoro e i danni fisici
permanenti.
Gli alunni hanno infine ideato lo slogan e il logo
per la loro campagna in concomitanza con il mese di
prevenzione alcologica. Tutti apprezzabili i lavori
degli alunni, ma in particolare sono state premiate
per il loro valido apporto nella realizzazione del
logo le alunne Elisa Pedrana e Dura Margherita,
mentre per l’ideazione dello slogan è stata premiata
Martinelli Martina.
A chiusura di questo progetto è stata infine
organizzata dalla scuola una
corsa podistica per la salute, il
giorno sabato 28/04/2007. La corsa si è snodata
lungo le vie del paese situate nella zona pedonale,
a partire dal Plazal dali Sckola attraversando la
“Via dala Gesa”, la “Via Plan” sino alla fine di
“Via Fontana” tra un folto e interessato pubblico di
compaesani e turisti e ha visto un sentito
coinvolgimento da parte di tutti gli alunni, i
docenti, il personale ATA e la Dirigente Raffaella Giana, che per l’occasione hanno indossato con
orgoglio la t-shirt con lo slogan e il logo da loro
ideati.
(Prof.ssa Michela Sosio)
* *
*
pubblicato sul
numero di
giugno 2007
SPORT E DISABILI: DUE GRANDI
EVENTI SPORTIVI E CULTURALI A LIVIGNO
Il 2007 ha segnato una tappa particolarmente
significativa nel percorso che da anni caratterizza
la comunità di Livigno, qualificandola come una
delle realtà più importanti a livello nazionale per
quanto riguarda l’accoglienza e la valorizzazione
delle persone con disabilità.
Il nostro paese ha infatti ospitato due manifestazioni
sportive di grande rilevanza: e se le Olimpiadi
sulla Neve, giunte quest’anno alla XVIII° Edizione,
non costituiscono una novità, i Giochi Nazionali
Invernali Special Olympics Italia hanno invece
rappresentato un momento di notevole interesse, che
ci ha portati all’attenzione della cronaca
nazionale.
Una pianificazione inappuntabile e una efficiente
macchina organizzativa, che ha saputo far fronte ai
noti problemi di clima e di innevamento della
stagione invernale appena conclusa, ha avuto un
grande successo riconosciuto da tutti i
partecipanti.
Inoltre i due eventi sono stati i motori di una formidabile
pubblicità per una località turistica che sa
rispondere efficacemente alle esigenze più diverse,
con una diffusa valorizzazione dell’immagine di
Livigno che non potrà non portare a ulteriori
ricadute positive sull’economia, sulla cultura e
sulla qualità della vita nel nostro paese.
GIOCHI
NAZIONALI INVERNALI SPECIAL OLYMPICS ITALIA
Dal 19 al 23 marzo 2007 si sono svolti a Livigno
i XVIII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics
Italia: una manifestazione molto importante,
organizzata con l’Alto Patronato del Presidente
della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e della Camera dei Deputati, oltre che del
Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero
per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali; e
inoltre con il patrocinio della Regione Lombardia,
della Provincia di Sondrio e del Comune di Livigno.
Insomma, è stato un evento di importanza nazionale,
fortemente sostenuto anche dalle Amministrazioni
locali.
La nostra realtà non è nuova a eventi di questo
genere: tutti sanno che da anni ormai si organizzano
le Olimpiadi sulla neve per disabili. Ma questa
volta abbiamo assistito ad una manifestazione di
rilevanza nazionale, in quanto emana direttamente da
Special Olympics Italia.
Cerchiamo di illustrare a grandi linee, di che cosa
si tratta.
Il programma Special Olympics fu creato nel 1968 da
Eunice Kennedy Shriver, sorella del Presidente John
F. Kennedy, che, a partire dagli inizi degli anni
sessanta e per più di tre decenni, spese le sue
energie per iniziative volte a migliorare la qualità
della vita per individui con ritardo mentale. Da
allora il programma è cresciuto velocemente,
espandendosi a livello nazionale e internazionale.
Special Olympics International (S.O.I.) ha sede a
Washington e la sua direzione generale è composta da
uno staff di circa 80 persone.
In un protocollo d’intesa firmato il 15 febbraio
1988 la Commissione Olimpica riconobbe ufficialmente
Special Olympics International e sancì la
collaborazione con questo organismo come
rappresentante degli interessi degli atleti con
handicap mentale.
Il riconoscimento da parte del C.I.O. implica la
solenne promessa e la responsabilità di condurre gli
allenamenti e le gare in accordo con i più alti
ideali del movimento olimpico internazionale, e
l’impegno a vigilare e proteggere l’uso del termine
“olimpico” da qualsiasi abuso o sfruttamento.
Compito dello Special Olympics è quello di
assicurare ogni anno allenamenti e gare atletiche in
varie discipline sportive. Si rivolge a persone
dagli 8 anni di età in su che abbiano un handicap
mentale, in modo da offrire loro l’opportunità di
sviluppare la forma fisica e di potenziare le
proprie capacità motorie, ma soprattutto di potersi
mettere alla prova e di mostrare gioiosamente i
propri talenti e i progressi ottenuti, condividendo
l’esperienza con le persone care e creando rapporti
di amicizia con altri atleti e con la comunità.
Special Olympics è attualmente presente in oltre
160 paesi del mondo e interessa più di 1.700.000
atleti, ragazzi e adulti con disabilità
intellettive, organizzati in 200 programmi nazionali
che curano la pratica di 26 discipline sportive.
Special Olympics Italia è’ la filiale italiana della
organizzazione mondiale. In Italia il programma
Special Olympics è operativo dal 1982 ed è stato
fatto proprio ed integrato nelle attività della FISD
(Federazione Italiana Sport Disabili), organismo
ufficiale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Dall’inizio del 2000 è stata creata Special Olympics
Italia, associazione indipendente e senza fini di
lucro, che ha ottenuto l’accredito ufficiale
dell’organizzazione internazionale: Ad essa la FISD
ha affidato il programma e l’organizzazione
dell’attività motoria e sportiva dei disabili
mentali. Nel mese di ottobre del 2001 è stata
firmata la convenzione che regola i rapporti tra
FISD e Special Olympics. Gli atleti disabili mentali
coinvolti nel programma S.O. Italia sono circa 6500,
riuniti in più di 200 società sportive con diverse
centinaia di tecnici e con 17 team regionali. Per
quanto riguarda la Regione Lombardia, Special
Olympics è presente ed operativo in tutte le
province.
Special Olympics Italia cerca con ogni mezzo di attuare
nel nostro paese iniziative volte a consentire
l’integrazione sociale delle persone disabili,
affinché possano essere pienamente accettate e
rispettate e abbiano la possibilità di diventare
cittadini utili e produttivi.
Lo scopo dell’organizzazione Special Olympics è
infatti quello di offrire delle concrete opportunità
alle persone con handicap affinché, con adeguato
sostegno, possano partecipare a sport individuali e
di squadra che favoriscono il processo di autonomia,
il potenziamento delle capacità individuali e lo
sviluppo delle relazioni interpersonali.
S.O.I. prepara gli atleti alle competizioni con
allenamenti regolari e con i consigli nutrizionali e
fisici essenziali per una efficiente pratica
sportiva. Le gare non hanno carattere fortemente
competitivo o agonistico, ma sono importanti perché
si svolgono tra persone disabili che hanno uguali
capacità, e sono perciò la sede più appropriata per
misurare i progressi e offrire continui stimoli al
miglioramento, sia sul piano psico-fisico, sia a
livello relazionale.
Il giuramento di Special Olympics sintetizza
efficacemente la filosofia che sta alla base del
programma: “Che io possa vincere, ma se non
riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie
forze”. Questa frase è stata pronunciata per la
prima volta da Eunice Kennedy Shriver a Chicago, ai
primi Giochi Internazionali Special Olympics del
1968. In tutti i Giochi successivi gli atleti hanno
recitato questo motto, in un rituale che apre ogni
manifestazione e che rinforza la convinzione per cui
gli atleti si sforzano di vincere, come è ovvio, ma
soprattutto si impegnano con tutte le loro forze per
dare il meglio di sé e per raggiungere il migliore
successo personale.
I XVIII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics
Italia hanno rappresentato la prima tappa importante
degli eventi Special Olympics Italia del 2007, che a
partire da questa iniziativa si svilupperanno nel
corso dell’intero anno, per culminare nella
partecipazione di una folta Delegazione di Atleti ai
Giochi Mondiali di ottobre a Shangai. Mai come
quest’anno le adesioni degli atleti sono state tanto
numerose: si è infatti raggiunto il record di
iscrizioni, che è già un successo degno di nota.
Tuttavia nella settimana precedente l’inizio
della manifestazione gli organizzatori hanno vissuto
momenti di vera tensione: il grande caldo scioglieva
inesorabilmente la neve, e c’era il fondato timore
di non riuscire a preparare la pista per le gare di
sci di fondo e con le racchette da neve. Le giornate
del sabato e della domenica (17 e 18 marzo)
precedenti l’arrivo delle delegazioni sono state
frenetiche: numerosi camion di neve sono stati
portati e scaricati sulle piste, che sono tornate
miracolosamente ad essere agibili, e senza un
aggravio di costi per l’organizzazione: infatti
hanno lavorato gratis sia gli autisti dei camion,
sia le numerose persone che hanno distribuito e
battuto la neve sui percorsi di gara. E poi ci ha
messo uno zampino la Provvidenza: il lunedì le
temperature si sono notevolmente abbassate, la neve
si è consolidata e la qualità delle piste ha
superato ogni aspettativa: ancora una volta eravamo
pronti, anche se avevamo temuto di non farcela… E il
tempo è rimasto freddo per tutta la durata della
manifestazione, così che il programma previsto è
stato attuato regolarmente, con una sola variante:
infatti gli organizzatori, temendo le bizze di un
clima che si fa ogni anno più imprevedibile, hanno
preferito pianificare le gare in modo che si
svolgessero solo di mattina, prima che eventuali
innalzamenti di temperatura rendessero le piste meno
agevoli creando degli svantaggi agli atleti in
competizione. Anche l’orario delle riunioni tecniche
è stato modificato: a parte la prima, che si è
tenuta come previsto alle ore 21 di lunedì 19 marzo,
tutte le altre hanno avuto luogo direttamente sui
campi da sci, alla fine delle gare della mattinata,
anziché alle ore 18, con il vantaggio di garantire
una maggior libertà di movimento ai responsabili nel
corso del pomeriggio. Va sottolineato che
l’efficienza e la professionalità dei maestri di
sci, dei cronometristi e di numerosi volontari ha
permesso di concludere sempre le gare e le relative
premiazioni sul campo entro l’ora di pranzo, con uno
sforzo collettivo che i dirigenti nazionali Special
Olympics e tutti i partecipanti hanno apprezzato e
lodato in più occasioni.
Gare
La Cerimonia di Apertura, secondo il protocollo
olimpico, ha creato una magica atmosfera nel
percorso che porta dalla Chiesa Parrocchiale alla
Plaza dal Comun. L’allegra sfilata ha visto
atleti e accompagnatori festeggiati da un pubblico
attento e caloroso: con passi e applausi ritmati
dalla banda si sono visti avanzare i bambini e i
giovani dello Sci Club, i maestri di sci, i ragazzi
del Catechismo con coloratissimi cartelli di
benvenuto e di incitamento agli atleti, il gruppo
folk e gli adulti nei costumi tipici del paese, a
cui si univano molti abitanti di Livigno e i
numerosi volontari che per tutta la durata dei
Giochi hanno accompagnato i gruppi con grande
disponibilità ed efficienza. Moltissimi gli atleti
disabili – o meglio, diversamente abili, come si
preferisce chiamarli, per evidenziare le loro
potenzialità piuttosto che i loro limiti – ben 190
iscritti alle gare, in rappresentanza di 31
delegazioni provenienti da 10 regioni d’Italia
(soprattutto dal nord, ovviamente). Essi sono stati
i protagonisti di tre giornate straordinarie, in cui
si sono sentiti accolti, coccolati e apprezzati da
tutti.
Dopo l’accensione della fiaccola olimpica è stata
innalzata al cielo la bandiera degli Special
Olympics, in un’atmosfera resa ancora più festosa e
solenne dall’Inno di Mameli cantato da Anna, una
bambina di Livigno di 11 anni, che ha commosso un
po’ tutti i presenti anche se, per pudore, nessuno
voleva darlo a vedere… Le autorità intervenute hanno
reso omaggio agli Atleti ed alle delegazioni: il
Vicesindaco Narciso Zini, la Presidente dell’Handy
Sport Maddalena Mottini e il Board Chair Special
Olympics (Direzione Nazionale S.O. Italia)
Alessandro Palazzotti, hanno rivolto loro cordiali
apprezzamenti e calde parole di benvenuto.
Nei giorni successivi le gare si sono svolte
rispettando il programma, anche se sono state
concentrate in modo da potersi concludere entro
l’ora di pranzo. Martedì 20 marzo ci sono state le
attività di ricognizione sulle piste e gli
allenamenti, seguite dalle gare di selezione e dalla
valutazione dei vari livelli degli atleti in gara;
poi, a partire dal giorno successivo, siamo entrati
nel vivo delle competizioni con le gare di Sci
Alpino (Slalom Gigante, Slalom Speciale e Discesa
Libera), di Snowboard, di Sci Nordico (50m, 100m,
500 m, 1Km, 3Km, 5Km e Staffetta 1° e 2° livello) e
con le Racchette da Neve (25m, 50m e Staffetta 4x25
per il 1° livello; 100m, 200m, 400m e Staffetta
4x100 per il 2° livello).
Nelle staffette di Sci Nordico e con le Racchette
da Neve, che si sono svolte nella mattinata di
venerdì 23 marzo, sono stati coinvolti anche i
ragazzi delle Scuole Medie, organizzando delle
“staffette unificate” (composte da due atleti
disabili e due studenti) che rientrano a pieno
titolo nel Programma Ufficiale delle gare e che
hanno offerto uno splendido esempio di
collaborazione e di socializzazione solidale.
Va ricordata inoltre in modo particolare la bella
prova di Triathlon che si è svolta giovedì
pomeriggio, vale a dire la Staffetta di Sci Alpino,
Racchette da Neve e Sci Nordico, in cui ciascuno dei
tre atleti in gara era accompagnato da uno dei
ragazzi del Catechismo. La partecipazione di questi
ultimi era essenziale, anche perché – non essendoci
scuola al pomeriggio – il compito non avrebbe potuto
essere affidato ad altri ragazzi: la capacità
organizzativa del gruppo del Catechismo è quindi
stata preziosa ed insostituibile! Naturalmente si è
trattato di una prova al di fuori delle classifiche
ufficiali, ma ha suscitato l’entusiasmo di tutti,
salito alle stelle grazie alle presenze
straordinarie di Don Marco, di Don Francesco e
dell’intero staff organizzativo di Roma, compreso il
“grande capo”, vale a dire il board chair
Palazzotti.
Sui campi delle gare di Sci Alpino un potente elemento di
attrazione è stato offerto dalle Iene, famosissimo
gruppo di star televisive intervenute insieme alla
gloria locale Giorgio Rocca: in questa occasione è
stato girato un servizio con tre atleti dello
Special Olympics (Giorgio Giacomelli e Roberto
Stampa dell’Handy Sport, insieme ad Angela Galluzzi
del C.S.Orobico) messo successivamente in onda su
Italia 1. Queste celebrità hanno ovviamente
richiamato un vasto pubblico, che è rimasto fino
alla fine anche perché le premiazioni sono state
fatte proprio da loro, con grande gioia degli atleti
e con entusiastica animazione di tutti i presenti.
Non staremo a parlare dei risultati delle
competizioni, di classifiche e di vincitori nelle
varie prove. Chi era interessato a questo aspetto
della manifestazione ha potuto verificare
graduatorie e tabelle dei tempi nel corso delle gare
e delle premiazioni, grazie all’impeccabile
organizzazione logistica, e sulla stampa dei giorni
successivi. Diremo solo – per il giusto
riconoscimento dovuto al merito dei nostri atleti –
che l’Handy Sport di Livigno si è classificata bene
tra le Società partecipanti, e che tutti i ragazzi
hanno contribuito al raggiungimento di questa
importante affermazione.
A chi ci segue è noto da tempo che mai come
nel nostro caso è vero l’antico adagio:
“L’importante non è vincere, ma partecipare”. In
questo spirito e con questa convinzione, noi
pensiamo che ognuno dei concorrenti sia stato un
vincitore: la posta in gioco è stata la sfida con se
stessi, con le proprie difficoltà, con le proprie
insicurezze; e ogni singolo atleta è uscito
vincitore grazie alla sua determinazione ed al suo
impegno, grazie al calore del proprio gruppo e del
pubblico, grazie alla presenza entusiastica della
gente e alla disponibilità dei volontari.
…Ma
non solo gare
Se le competizioni sono state al centro degli
Special Olympics di mattina, alla sera le luci della
festa si sono accese su eventi non meno importanti e
significativi.
Martedì 20 marzo ha avuto luogo, al Campo della Scuola
di Sci, la Serata Surprise, con
manifestazioni accompagnate dalla fisarmonica di
Carla. I Maestri di Sci nel loro show si sono
prodotti in diversi numeri spettacolari, mentre il
Gruppo Costumi Tipici si è esibito portando ai piedi
gli sci del bel tempo andato. La serata si è chiusa
in bellezza con un grande falò e con i cori
partecipati e coinvolgenti di canti tipici della
montagna.
Mercoledì c’è stata la suggestiva “Serata di Gala” in
quota presso il Rifugio Mottolino. Anche qui le note
della fisarmonica di Carla hanno accompagnato il
generale divertimento, intrecciandosi ai suoni della
chitarra dei “Ragazzi del ’49”, un insostituibile
gruppo di volontari che hanno curato l’animazione
della festa. Grande successo ha riscosso la discesa
in notturna con l’Ovovia, anche se qualcuno
particolarmente suggestionabile ha provato qualche
brivido di paura.
Ma l’apice dei festeggiamenti si è raggiunto nella
serata di giovedì 22 marzo, con la Serata Danzante
presso la sede polifunzionale della Plaza Placheda e
con le Premiazioni delle Società
che hanno partecipato agli Special Olympics.
La festa, già abbastanza calda e partecipata, ha
raggiunto il suo culmine con l’arrivo di Giorgio
Rocca, che è stato immediatamente circondato da
ammiratori a caccia di autografi e poi, quando è
riuscito a raggiungere il palco, ha salutato gli
atleti rivolgendo loro un caloroso augurio per il
futuro e regalando a tutti un cappellino con la sua
firma. Sul palco c’era anche Katia Zini, olimpionica
dello short track, che ha dato il benvenuto agli
atleti ed ha firmato una grande quantità di
autografi. Grande successo anche per il Trio Medusa
delle Iene, che ha intervistato con il solito brio
Giorgio Rocca sul palco ed ha costituito un
irresistibile polo di animazione, in un clima di
allegria e di cordialità generale che ha chiuso
degnamente questo straordinario evento sportivo.
OLIMPIADI
SULLA NEVE
Dal 16 al 19 aprile 2007 si sono svolte le XVIII
Olimpiadi sulla Neve, una manifestazione che Livigno
ospita da anni con un’organizzazione ormai
collaudata e con un grande successo di
partecipazione e di pubblico.
Numerosi gli atleti partecipanti, per un totale di trentanove
gruppi provenienti da varie province italiane:
Sondrio, Como, Lecco, Lodi, Milano, Bergamo,
Brescia, Mantova, Pavia, Ferrara, Rovigo e Parma.
Anche in questa occasione non sono mancate le
preoccupazioni nelle giornate precedenti: le alte
temperature, decisamente anomale, registrate da
settimane, avevano causato un precoce scioglimento
della neve e facevano temere per la possibilità
concreta di dover stravolgere il programma per
mancanza di “materia prima”. Invece, grazie alla
Scuola Sci Inverno-Estate, si sono potute approntare
delle piste all’altezza delle aspettative; e così il
sole splendente non è stato più vissuto come una
minaccia, ma come un elemento in più per godere di
giornate stupende e indimenticabili.
Come era avvenuto per gli Special Olympics, le
competizioni si sono svolte tutte al mattino, prima
che la neve cominciasse a sciogliersi per il gran
caldo. Martedì ha avuto luogo la gara di slittino,
mercoledì quella di sci di fondo e giovedì la prova
di autonomia.
Perciò la sfilata di apertura si è svolta a
manifestazione già iniziata, e cioè nel pomeriggio
di martedì 17 aprile, con un folto pubblico in cui
una parte vivace e allegra era svolta dai
numerosissimi bambini delle Scuole per l’Infanzia e
di molte classi delle Scuole Elementari.
Importante e di grande richiamo la presenza di Marianna
Longa e Katia Zini, le nostre campionesse di Sci
Nordico e di Short Track, che hanno accompagnato
lungo tutto il percorso l’atleta che portava la
torcia la cui accensione nella Plaza dal Comun ha
dato ufficialmente il via alle Olimpiadi.
La presidente dell’Handy Sport e il Vicesindaco con i
loro discorsi inaugurali hanno dato il benvenuto
agli atleti e ai gruppi, accolti nella piazza dalla
splendida cornice formata dai Maestri di sci, dal
Gruppo Folkloristico e dal Gruppo dei Costumi
Tipici.
La serata culturale, efficacemente intitolata “Diversamentexpo”,
ha visto esposti negli stand i prodotti realizzati
dai CDD e dai vari gruppi, che erano stati invitati
a portare a Livigno i lavori più significativi
portati a termine nella loro programmazione.
Il pubblico ha dimostrato curiosità e apprezzamento per
la grande varietà di oggetti esposti, che si
potevano anche acquistare: quadri realizzati con
diverse tecniche, lavori di découpage e di ricamo,
prodotti in ceramica e vetro e fiori coltivati nelle
serre.
Per il pomeriggio di mercoledì 18 aprile era prevista
la passeggiata con le racchette da neve, ma non è
stato possibile rispettare il programma per mancanza
di materia prima. Si è perciò deciso di organizzare
una passeggiata nel bosco, verso l’Alpe Vago,
proponendo agli interessati la tecnica del “Nordic
Walking”, con l’uso delle racchette da sci.
Il maestro Epi ha egregiamente spiegato al centinaio di
partecipanti le modalità della camminata, e quindi
ha guidato il gruppo lungo un percorso di circa 4
Km.
Questo cambiamento di programma, lungi
dall’apparire come una soluzione di ripiego, è stato
anzi vissuto come una innovazione di grande
interesse e soddisfazione.
Nella riunione che si è tenuta alle !7.30 presso
il CDD, tutti i responsabili dei gruppi hanno
espresso un vivo apprezzamento per l’iniziativa e
hanno caldamente raccomandato di inserirla nel
programma anche negli anni a venire.
Nello stesso incontro sono state esternate
entusiastiche lodi per tutto il mondo livignasco che
gira attorno alle Olimpiadi (volontari, maestri di
sci, alunni delle Scuole, organizzatori,
pubblico……insomma, la popolazione intera. Sono
inoltre state avanzate nuove proposte per la
prossima edizione, che verranno certamente vagliate
dal Comitato Organizzatore, sempre aperto a
suggerimenti e a modifiche in senso migliorativo.
Va infine ricordato che il pranzo del giovedì è
tornato ad essere comunitario come avveniva nei
primi anni, quando i partecipanti erano meno
numerosi e potevano essere ospitati in locali
pubblici di una certa ampiezza.
Per risolvere i problemi di spazio, i tavoli sono
stati allestiti presso la “Plaza Placheda”, dove è
stato servito un ottimo pasto preparato
dall’Associazione Cuochi.
Durante il pranzo si sono svolte le premiazioni
degli atleti, alla presenza delle autorità.
Come abbiamo detto per gli Special Olympics, quello che conta
non è vincere, ma partecipare: vale però la pena di
ricordare, a titolo di cronaca, che il vincitore di
questa Edizione è stato il gruppo del Coordinamento
Famiglie con Disabili di Valdisotto, mentre la
nostra Associazione Handy Sport si è piazzata al
secondo posto.
HANDICAP
E SPORT
La
cronaca degli Special Olympics e delle Olimpiadi
sulla neve si potrebbe fermare qui. Ma vorremmo
approfittare dello spazio che ci viene offerto da
questo giornale per fare alcune riflessioni sul tema
del rapporto tra handicap e sport e per dare alcune
informazioni sulle realtà locali che hanno permesso
al CDD (Centro Diurno per Disabili) di portare
avanti negli anni una iniziativa così importante.
Gli ultimi decenni hanno visto crescere notevolmente
l’attenzione per i problemi legati alle disabilità
fisiche e psichiche. I portatori di handicap, che
una volta erano tenuti segregati in casa come motivo
di vergogna, sono stati al centro di progetti di
recupero e di integrazione, per i quali sono stati
spesso stanziati fondi consistenti dei bilanci
pubblici. Nei fatti, però, questo non ha portato
quasi mai ad un reale inserimento del disabile nella
società: nella migliore delle ipotesi si è costruita
una campana di vetro, al di sotto della quale
l’handicappato è cresciuto condividendo tempi e
spazi con i suoi simili e con gli operatori pagati
per accudirli. Insomma, il più delle volte si è
passati dalla segregazione familiare ad una
ghettizzazione collettiva, in cui permane una
sostanziale situazione di isolamento. Lungi da noi
l’idea di negare che comunque ci sia stato un
miglioramento: è senz’altro meglio passare le
proprie giornate con altre persone – anche se poche
– piuttosto che trascorrerle tutte e solo in un
ambiente ristretto e chiuso!
Il problema, però, sta nella consapevolezza che serve
un salto di qualità che elimini la barriera tra i
cosiddetti “normali” e i disabili, nella ricerca di
un minimo comune denominatore che si fondi sulla
condizione umana e sulla sua sostanziale fragilità,
al di là di tutte le maschere che ogni persona si
può costruire per sentirsi qualcuno. Una rassegna di
film, che si svolge ogni anno a Milano presso
l’ex-Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, ha un titolo
significativo: “Da vicino nessuno è normale”.
E’ una provocazione, ma neppure tanto, se ci
pensiamo bene. Nell’era di Internet e della
globalizzazione economica, in cui il mondo appare
sempre di più come un piccolo villaggio dove tutto è
a portata di mano, non assistiamo – come sarebbe
lecito ed auspicabile aspettarsi – ad una vera
eliminazione delle barriere o ad un potenziamento
della comunicazione, ma ad una accentuazione delle
differenze ed alle rivendicazioni esasperate delle
realtà locali e degli interessi particolari. Le
ragioni sono molteplici, e non è nostra intenzione
analizzarle in questa sede; ma a nessuno sfugge che
la nostra società è sempre più divisa in
compartimenti stagni. Le persone convivono senza
comunicare, e le differenze generano diffidenza e
chiusura. Invece di condividere spazi e tempi con
altre generazioni e con altre realtà, ci si chiude
volontariamente in gabbia con i propri simili,
creando ghetti e separazioni: le donne, i vecchi, i
bambini, i disabili, gli stranieri, gli
extracomunitari… e via dicendo, in un processo in
cui tutti gridano le loro ragioni e nessuno è più
capace di ascoltare.
LIVIGNO: UNA COMUNITA’ APERTA
Grazie
al cielo, esistono però delle realtà diverse, che ci
permettono di avere fiducia e di sperare nel futuro,
realtà in cui parole come “solidarietà”,
“disponibilità”, “condivisione” e “altruismo” hanno
ancora un significato. Livigno è una di queste. Noi
che “giriamo il mondo” e partecipiamo a numerose
manifestazioni sportive, abbiamo elementi
sufficienti per fare i confronti; e, senza paura di
essere campanilisti o vanagloriosi, e senza voler
fare complimenti indebiti a nessuno, dobbiamo
riconoscere che è ben difficile trovare una
combinazione di struttura organizzativa efficiente e
di calore umano paragonabile a quella di Livigno.
Tutti i partecipanti, ma in particolare i dirigenti
nazionali, ci hanno espresso il loro apprezzamento
per la precisione organizzativa ed il calore umano
della nostra comunità, e noi ne siamo fieri. La
manifestazione Special Olympics e
le Olimpiadi hanno saputo mettere insieme forze
positive ed energie preziose che hanno garantito una
reale integrazione delle persone “speciali” grazie
al contributo di istituzioni, familiari, tecnici e
volontari, tutti riuniti in uno spirito di grande
collaborazione per vivere un periodo di condivisione
e di scambio indimenticabile.
Quello che va sottolineato è dunque lo splendido
risultato dell’impegno dell’intero paese per la
buona riuscita delle due manifestazioni:
albergatori, commercianti, maestri di sci, scuole,
istituzioni…. tutti hanno partecipato secondo le
loro disponibilità, dai più piccoli ai più grandi,
dalle persone singole ai gruppi organizzati, dagli
organi istituzionali alle associazioni di volontari.
E, se è vero che tutti hanno dato con generosità, è
altrettanto vero che hanno ricevuto molto in cambio,
perché fare del bene è un’esperienza che
arricchisce.
Per bambini e ragazzi è stata davvero un’occasione di
crescita e un momento di grande significato
educativo: la generosità, l’accettazione della
diversità, l’accoglienza, la capacità di
collaborare, sono valori fondamentali per la società
civile. Perciò è stata una festa per gli occhi e
anche per il cuore la presenza dei bambini delle
Scuole per l’Infanzia, delle Scuole Elementari delle
Scuole, che con le loro parole di incitamento e con
la capacità di fare tifo in modo festoso, hanno
rallegrato l’atmosfera generale.
Anche i ragazzi della Scuola Media, con la loro nutrita
presenza ed il loro tifo caloroso nel corso delle
gare, hanno portato una vivacità e una nota di
freschezza di cui gli adulti non sempre sono capaci.
Ma il merito più grande è di chi si è assunto il compito do
far funzionare tutto alla perfezione, in modo
continuo e senza pause, vale a dire delle persone
che, a diverso titolo e con diverse funzioni, hanno
dato la loro disponibilità a coprire tutte le
esigenze organizzative. L’Associazione Handy Sport
ha curato tutta la struttura logistica, ma non
avrebbe mai potuto avere tutto sotto controllo senza
la collaborazione dei volontari. E’ una realtà,
questa del volontariato, di cui la comunità di
Livigno deve essere fiera: una realtà che cresce
ogni anno e che vede impegnate persone sempre più
consapevoli del loro ruolo insostituibile.
Moltissimi volontari si sono affiancati ai gruppi,
in ogni momento della giornata, accompagnandoli,
fornendo informazioni, risolvendo problemi grandi e
piccoli. E le “Serata di Gala” alla “Plaza Placheda”
si sono potute organizzare grazie alla nostra
meravigliosa gente, che ha fornito torte, tartine,
cibi dolci e salati e bevande di ogni tipo, un
“bendiddio” al cui servizio hanno provveduto, con
piglio da veri professionisti, i ragazzi della
Scuola Alberghiera.
La nostra gente è buona nel cuore e concreta nelle
azioni; conosce il valore dei sentimenti, ma sa
anche rimboccarsi le maniche quando ce n’è bisogno.
E il risultato è che Livigno gode di un’ottima
reputazione a livello nazionale ed anche fuori dai
confini del nostro paese, con un positivo ritorno di
immagine sulla capacità di accoglienza e
sull’efficienza della struttura ricettiva.
Chi semina bene, fa un buon raccolto: e questo vale
metaforicamente per gli operatori turistici di oggi
come valeva per i contadini di ieri. Il CDD e l’Handy
Sport si ritengono fortunati di operare in una
comunità così generosa, e approfittano
dell’ospitalità del giornale per far giungere a
tutti i più sentiti ringraziamenti.
(Carla
Martinelli)
* * *
Pubblicato sul numero di
giugno 2007
Una nuova associazione a
Livigno: è nata la "Livigno bike"
Al Direttore del Restèl nòf
Premessa
Risale praticamente al 2001 l’inizio dell’attività
agonistica giovanile per la mountain bike a Livigno,
quando Adriano Antognoli inizia, di sua iniziativa,
ad allenare ed a far gareggiare in campo regionale
(Paladina in provincia di Bergamo) e agli Italiani
di categoria gli Esordienti Michel Urbani e Mattia
Longa.
L’anno dopo Adriano è l’allenatore dell’A. C.
Livigno, ed ai due biker citati si aggiungono altri
più giovani, dapprima Ricky Longa e Lucas Lazzeri e
quindi via, via giovanissimi dai 6 ai 12 anni di
età, per giungere al 2006 quando l’A. C. Livigno
conta 25 tesserati fra i quali una quindicina di
agonisti.
Intanto Michel Urbani passa tra le file della
nazionale, come osservato nel 2004, garantendosi a
suon di risultati la partecipazione di diritto ai
Mondiali di Livigno del 2005 nella categoria Junior
(si classifica 49°). Viene ceduto infine al team “C.B.E.”
nel 2006, seguito da Mattia Longa e Lucas Lazzeri
l’anno dopo: per poter entrambi proseguire
serenamente la carriera intrapresa.
Arriviamo al settembre del 2006 quando, alcuni
genitori, preoccupati dalle voci circolanti
nell’ambiente secondo le quali il direttivo dell’A.
C. Livigno in scadenza non intende ricandidarsi,
chiedono di incontrare il presidente ed il
consiglio in scadenza della società per verificare
se tali voci corrispondono alla realtà, ricevendo
una conferma verbale dallo stesso presidente e da un
paio di consiglieri.
A quel punto c’è chi si propone per eventualmente
subentrare agli uscenti, in caso di rinuncia di
questi ultimi.
Ma, dopo alcune vicissitudini, vista la poca
chiarezza, il coordinatore del gruppo di genitori
ritira la proposta.
I consiglieri uscenti convocano l’assemblea per il
rinnovo delle cariche, e sei candidati facenti parte
il vecchio consiglio si ricandidano, ricevendo i
voti dai “tesserati”; a far parte del Consiglio per
completare l’organico entrano quindi tre nuovi
consiglieri.
Il Consiglio rieletto si propone di proseguire
l’attività in atto, con alcuni genitori che
propongono di curare la sola attività aggregativa
mentre altri sono convinti che si possa proseguire
anche con l’agonistica.
Di fatto in gennaio esce il programma per il 2007,
che ricalca quelli degli anni precedenti, comprese
le gare per le varie categorie, i corsi aggregativi
eccetera.
Prima di tesserarsi, i genitori di 17 giovanissimi
che aderiscono alle gare, per lettera chiedono un
incontro con il Consiglio per avere dei chiarimenti
in merito all’esonero dell’allenatore ed al
programma delle attività agonistiche senza, per
altro a tutt’oggi, ricevere una risposta in merito.
Non avendo garanzie
sul proseguio dell’attività, e visto l’imminente
inizio delle gare, tre esordienti di Livigno si
vedono costretti a tesserarsi con un'altre società
esterne.
E’ così che undici genitori, temendo una fuga di
atleti giovanissimi e vedendo la situazione di stasi
dell’A. C. Livigno, decidono di costituire una nuova
società di ciclismo che possa garantire il
mantenimento e lo sviluppo dell’attività in loco.
Il 20 marzo al bar “Engadina” si costituisce la
“Livigno bike” con presidente Giovanna Galli, Vice
Erika Silvestri, segretario Ivan Longa e consiglieri
Ornella Bormetti e Giuseppe Bianchetti,
l’associazione figura regolarmente affiliata, il 26
marzo, alla F. C.I. (Federazione Ciclisti Italiana)
avendone recepito le norme statutarie, giusto in
tempo per aprire i tesseramenti agli agonisti,
considerato che le gare sono programmate subito dopo
la prima decina di aprile.
I soci fondatori si sono subito adoperati anche per
avere degli sponsor, grazie ai quali hanno potuto
stilare un programma di massima.
Mentre da una parte spiace che non si sia trovato un
accordo per proseguire l’attività con l’A. C.
Livigno, dall’altra il gruppo di “Livigno bike” si
impegnerà e farà di tutto per promuovere l’attività
della mountain bike in loco, specie a livello
giovanile con la promozione di corsi e attività
aggregative, dall’altra garantendo la preparazione e
partecipazione ad allenamenti e gare agli atleti più
giovani sino al passaggio in squadre di alto
livello.
La presente per informare la popolazione e gli enti
preposti sullo sviluppo della nostra attività, nel
contempo cogliamo l’occasione per ringraziare tutti
gli sponsor e collaboratori che hanno creduto alla
nostra iniziativa.
Il Consiglio Direttivo
Galli Giovanna (Presidente)
Erika Silvestri (Vicepresidente)
Ivan Longa (Segretario)
Ornella Bormetti (consigliere)
Giuseppe Bianchetti (consigliere)
* * *
Pubblicato sul numero di
maggio 2007
POVERI FONDISTI E MALTRATTATI
PODISTI
Devo
ritenermi davvero fortunato ad abitare a Livigno,
luogo nel quale chi, come il sottoscritto, nutre la
passione per lo sci di fondo e per le camminate
lungo i sentieri lontani dal traffico, può o almeno
potrebbe trovare piena soddisfazione.
In effetti, il nostro è un paese incantato: oltre
quaranta chilometri di piste dedicate allo sci
nordico, numerosi sentieri ben curati immersi nel
bosco e che dall’alto, offrono una magnifica
panoramica sul paese; proprio queste considerazioni
hanno stuzzicato il mio senso critico.
Con il passare degli anni, la costruzione di nuove
strade che attraversano la pista da fondo, obbligano
gli appassionati sciatori a continue e spiacevoli
pause, rese necessarie per il loro attraversamento,
specie nel periodo in cui il caldo primaverile
scioglie la neve destinata alla copertura del
passaggio.
Ho la netta impressione che ogni anno la pista da
fondo sia sacrificata dalle nuove abitazioni e dagli
accessi che queste comportano.
Tralasciando sull’opportunità di concedere la
costruzione di strade a chi, per capriccio o per
altri motivi personali, decide di trasformare la
propria “Tea” in abitazione principale, semplici
sono un paio di accorgimenti utili ad ovviare a tali
inconvenienti.
Davvero poco costerebbe porre dei tappetini in
sintetico per consentire l’attraversamento con gli
sci; questi sono sicuramente piccoli accorgimenti ma
che evitano a chi voglia allenarsi di togliere gli
sci e al turista di sentirsi coccolato e oggetto di
attenzioni da parte di chi offre un servizio per le
loro vacanze.
Certamente ripetitivo ma tanto attuale è la
questione relativa alle motoslitte: ormai tutta la
zona in Via Rasia è occupata “selvaggiamente” dalle
piste da loro utilizzate, con la conseguenza che
nessuno può esprimere parere positivo sulla pista da
fondo in detta località.
Comprendo però che queste non possono essere delle
preoccupazioni di un’Amministrazione che concede
l’autorizzazione a una pista automobilistica di
fianco al tratto più bello della pista da fondo; che
concede lo svolgimento di una gara automobilistica
in concomitanza con la giornata di blocco assoluto
del traffico concordata da tutte le regioni del nord
Italia; che rimane inerte dinanzi alle montagne di
materiale in località Ponte Lungo, le quali
costituiscono ormai delle “gincane” per gli
sciatori; che da anni organizza con soddisfazione
gare di motoslitte.
A mio modo di vedere, questo non è coerente con
l’immagine che si vuole mostrare di Livigno;
“vivi il sole e la natura” si legge nelle
locandine pubblicitarie: l’intero nord Italia
sancisce il blocco del traffico quale simbolo di un
cambiamento verso l’ecologia e Livigno offre ai
propri ospiti, proprio quella domenica, una gara di
automobilismo.
Non è una critica la mia, è solo una constatazione e
una pretesa che venga scelta una linea ben precisa
di quali siano le scelte che si ritengono più
idonee; non spetta a me dire che la pista da fondo
sia meritevole di maggior tutela rispetto alla pista
di automobilismo o di motoslitte, le mie sono solo
opinioni personali.
Qualora però si affermi l’intenzione di
salvaguardare il territorio e di mostrare ai nostri
ospiti un pacchetto turistico basato sulla natura e
sul paesaggio, certe manifestazioni sono in antitesi
e come tali devono essere attentamente valutate.
Per quanto riguarda i sentieri, credo che nessuno
sia contento di incontrare continuamente cani
sprovvisti di guinzaglio ovvero lasciati incustoditi
e liberi di girovagare.
Sovente mi viene detto che questo non è da
considerare un problema in quanto è raro che un
cane morda o attacchi i passanti.
Il fatto che un cane morda oppure no, credo sia un
problema che debba riguardare il padrone
dell’animale in quanto responsabile in caso di
aggressione dello stesso; per quanto riguarda i
passanti, questi hanno il diritto di pretendere che
ai cani venga impedito di raggiungere il sentiero
senza essere accompagnati con idoneo guinzaglio,
indipendentemente dalla possibilità che il cane
possa mordere.
Certo all’amministrazione si può legittimamente
chiedere un controllo più accurato relativo a questi
aspetti, però è ai cittadini che deve essere
richiesto maggior senso civico.
Nessuno può negare il diritto di chiedere agli
agenti di polizia locale o chi di competenza di
sanzionare chi non rispetta le normative in tema di
animali domestici, ma sono altresì certo del fatto
che se tutti avessimo un po’ di buon senso e di
rispetto verso gli altri, questo non sarebbe
necessario.
(Andrea Peri)
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*
Pubblicato sul
numero di aprile 2007
Egregio Signor Sindaco
e p. c. Azienda di Promozione Turistica Livigno
e p. c. Stampa locale
Milano, 26 febbraio 2007
Il
prossimo 4 maggio cade l'anniversario della
scomparsa di Lodovico Cusini, con la presente
lettera aperta, sono a chiederVi in che modo
l'Autorità Comunale intende commemorare questo Suo
illustre concittadino.
Lodovico Cusini ha scritto con me due libri sulla
Flora e Fauna di Livigno e della Valtellina oltre ad
alcuni libri di cultura alpina.
Era Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di
Montagna.
Vi ricordo che si deve a Lui la creazione di
moltissimi sentieri per escursioni nelle valli di
Livigno. Ha fondato la scuola di sci, ha dato vita
alle Guide Alpine infine ha fondato la sezione
C.A.I. di Livigno.
Ogni suo atto o azione è sempre stato orientato a
valorizzare la sua Livigno.
Lodovico Cusini unitamente all'ingegnere Vittadini,
al maestro Battista Silvestri e all'albergatore
Dante Galli è stato tra coloro che hanno dato
maggiore lustro alla Vostra Comunità.
Sarò a Livigno dopo il 15 marzo e in tale occasione
chiedo l'opportunità di incontrarla per conoscere le
Vostre decisioni.
Cordiali saluti.
( Sergio Pessot)
* * *
Pubblicato sul
numero di aprile 2007
Al direttore del Restèl,
A tutti i Livignaschi, (dico Livignaschi perché
di certo non sono stati "i forèst" ad introdurre
questa usanza nel paese) che scrivono il male
attraverso i sonet da carnal o lettere
anonime travestite da sonetti.
Volete la pace e la serenità d'animo che mi
contraddistingue?
Leggete e meditate...
Dal libro del Levitico (19, 1-2 11-18): «Il
Signore disse a Mosè: "Parla a tutta la comunità
degli Israeliti e ordina loro:
siate santi perché io, il Signore, Dio vostro, sono
Santo.
Non ruberete, né userete inganni né menzogna gli uni
a danno degli altri.
Non giurerete il falso... Non andrai in giro a
spargere calunnie fra il popolo....
Non coverai odio contro il tuo fratello....
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i
figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come
te stesso. Io sono il Signore.».
... Perché a Lui e solo a Lui dovremo rispondere
delle nostre azioni.
Credo inoltre sempre al detto: «Chi male non
fa/paura non ha».
(Leni Silvestri Marazzi)
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Pubblicato sul
numero di febbraio 2007
Questione alloggi in
convitto a Sondrio |